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EGON ANGELI

MODELLO DI SVILUPPO

Da che parte per il futuro?

Siamo in un momento di grande incertezza e quale sia la direzione da intraprendere per creare luoghi migliori dove vivere è al centro di svariate riflessioni.

Emerge come indispensabile un ripensamento del modello di sviluppo sia a livello macro che a livello micro, consapevoli che le tematiche ambientale, sociale, economico e di governance siano intrecciate da fili indissolubili.

Parlare di sviluppo territoriale significa quindi partire dal presupposto che lo sviluppo non è solo crescita economica ma è crescita qualitativa, declinata anche in termini di distribuzione della ricchezza, di benessere della comunità, di qualità dell’ambiente in cui viviamo. Solo se si riuscirà a tenere insieme tutti questi aspetti potremo promuovere (far muovere) il nostro territorio e renderlo accogliente per chi lo abita in modi diversi: cittadine, cittadini, ospiti, imprese.

OFFICINA COMUNE – I VENERDÌ CON LA NOSTRA CITTÀ

La cultura sta giocando un ruolo sempre più importante nelle agende politiche per lo sviluppo sostenibile delle città e delle regioni, sia da sola che come strategia per la crescita economica e il benessere dei residenti. Sappiamo che livelli crescenti di partecipazione culturale hanno effetti positivi sul benessere e sulla salute, oltre a incoraggiare la coesione sociale sostenendo l’integrazione e l’inclusione dei gruppi emarginati.

La cultura e la creatività trasformano le economie locali in vari modi, non solo come fonte di competenze, ma anche come forma mentis. Aumentano l’attrattiva dei luoghi come destinazioni in cui vivere, visitare e investire. Aumentano i livelli di innovazione e produttività regionali, attraverso la progettazione di nuovi prodotti, nuove tecniche di produzione, nuovi modelli di business, modi innovativi per raggiungere il pubblico e i consumatori e forme emergenti di coproduzione. La “contaminazione” intersettoriale può diffondere l’innovazione.

In questi anni diversi sono stati i progetti realizzati o in fase di realizzazione nella città che propongono una vision nuova e aprono a scenari inaspettati anche solo 10 anni fa: Università, Polo della Meccatronica, Progetto Manifattura solo per citare gli esempi più significativi. Rovereto è inoltre sede del Mart e di numerosi altri centri di eccellenza dell’arte e della cultura.

Vanno ora create le condizioni per cui si intensifichino le connessioni tra gli ambiti propri della città: cultura, arte, sociale e produttivo devono dialogare in un costante scambio e arricchimento complessivo.

Creare una grande arena di riflessione sulla città e sulla sua vocazione è quanto mai necessario, coinvolgendo tutti i settori attivi della città in un grande ragionamento collettivo che, partendo dalla storia di Rovereto, ne identifichi gli sviluppi futuri all’interno del quadro macro economico e sociale già tratteggiato.

Senza dimenticare, e anzi evidenziando, come in tutti i ragionamenti in atto il tema della sostenibilità sia centrale per poter garantire che, in qualsiasi direzione si proceda, il futuro che ci attende sia quello più desiderabile per noi e per i nostri figli. Di pari passo con quanto già esplicitato per il tema Ambiente, sarà quindi fondamentale attivare tutte le possibili risorse che permettano di far diminuire l’impronta ecologica di Rovereto, promuovendo la nascita di imprese in ottica di economia circolare.

Con un’attenzione particolare alle condizioni di lavoro: bisogna far sì che l’ente pubblico metta sempre più al centro la dignità del lavoro, perché solo con il lavoro per tutti e un lavoro ben retribuito si può immaginare una società più giusta. Partendo dalle condizioni dei lavoratori dei servizi esternalizzati e degli appalti pubblici, evitando che sia il minor costo a dettar legge. Ed è importante che non si lascino i singoli lavoratori a dover far i conti con la loro precarietà, ma che diventi causa comune la loro capacità di rappresentanza collettiva, e causa comune il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Non va infine tralasciato il tema del turismo, settore ancora più legato al territorio e alla sua cura. Bisogna promuovere pratiche di turismo sostenibile in un collegamento con la cultura e le imprese sociali che vivono lo città. Solo in questo modo si creerà lavoro sostenibile.